Disoccupazione “integrata” certa per gli stagionali, incomprensibili i calcoli. C’è lo scomputo di vecchi contributi per non dimezzare gli ammortizzatori sociali nel 2015. Ma la circolare Inps è un caos
di Ilaria Bonuccelli

CHI GUADAGNA 6 MESI DI NASPI (SCOMPUTO 52 SETTIMANE)
1) Lavoratori fino a 50 anni che abbiano perso il lavoro involontariamente fra il 2011, 2012, 2013 e abbiano versato per intero la contribuzione nei 12 mesi precedenti l’erogazione degli ammortazzatori sociali.
2) Lavoratori fra 50 e 55 anni che abbiano perso involontariamente il lavoro, nel 2011, 2012, 2013 e abbiano versato per intero la contribuzione nei mesi precedenti l’erogazione degli ammortizzatori sociali.
3) Lavoratori fino a 50 anni che abbiano perso il lavoro fra il 1° gennaio e il 30 aprile 2015 e abbiano versato per intero la contribuzione (52 settimane) nei 12 mesi precedenti l’erogazione degli ammortizzatori sociali.
4) Lavoratori da 50 a 55 anni che abbiano perso il lavoro fra il 1° gennaio e il aprile 2015 e abbiano versato per intero la contribuzione (52 settimane) nei 12 mesi precedenti l’erogazione di ammortizzatori sociali.
Nota: la Naspi corrisponde alla metà delle settimane di contributi versati.
DISOCCUPAZIONE RISCOSSA IN PARTE
La formula per calcoalre la Naspi dovuta a chi abbia riscosso solo in parte gli ammortizzatori sociali tiene conto di tre cifre: 1) i mesi di disoccupazione maturari; 2) i mesi di disoccupazione usufruiti; 3) le settimane standard di scomputo.
Il calcolo è così fatto: si divide 52 per il numero dei mesi di disoccupazione maturati; si moltiplica il risultato ottenuto per 6, e si ottiene il numero dei mesi usufruiti. Questa cifra si mette a confronto con le settimane usufruite. La cifra più bassa fra le due viene scelta per lo scomputo.
Fonte: Inps
Nel 2015 gli stagionali riscuoteranno la disoccupazione prolungata. Anche se con i contributi versati in passato hanno già usufruito degli ammortizzatori sociali. Il “bonus” vale soprattutto per quest’anno. E andrà a esaurimento entro il 2017. più o meno. A quanto ammonta non si sa. Se ci saranno tagli nemmeno, ma pare proprio di sì. Non si capisce dalla circolare dell’Inps che doveva chiarire come applicare la Naspi, il nuovo ammortizzatore sociale. Lo ammette l’Istituto, perché pochi esperti si avventurano in calcoli. I meccanismi che propone l’Inps con le sue tabelle “esplicative” risultano contorti: dividi, moltiplica. Sottrai e incrocia le dita. Spera di averci azzeccato.
RIMEDIO UNA TANTUM
Eppure, tutto è cominciato con le migliori intenzioni, per rimediare a una disposizione del Job acts: per calcolare la Naspi non è possibile computare i contributi giù utilizzati per l’erogazione di ammortizzatori sociali. Inoltre, per la Naspi, i contributi utili si conteggiano dimezzati. Così, a una persona che nel 2015 lavorasse 4 mesi, spetterebbero 2 mesi di disoccupazione. Perciò il governo ha considerato il 2015 come un anno “ponte”. Da superare con un rimedio una tantum: dal calcolo della Naspi si scomputano le 52 settimane di contributi versati nell’anno precedente al quadriennio preso in considerazione per calcolare il nuovo ammortizzatore sociale. In sostanza, si ricostruisce la posizione partendo dal 2011. La scelta delle 52 settimane non è casuale: era questo il requisito richiesto per accedere ai vecchi ammortizzatori sociali, Aspi e disoccupazione ordinaria (Dso).
